“Se
non riuscite a descrivere quello
che state facendo come se fosse
un processo, non sapete cosa state
facendo”. Così W. Edwards
Deming negli anni ‘50: senza
giri di parole, il padre della Qualità
Totale, teorizzava le necessità
di pro-cedurizzare e orientare verso
scopi consapevoli il nostro fare
e le nostre attività lavorative.
Trent’anni
dopo, altri due visionari, un filosofo
del linguaggio e un ex ministro
cileno, fondano Action Technologies
e realizzano il primo prodotto software
dedicato alla collaborazione e alla
co-operazione dei gruppi di lavoro.
I
due non hanno dubbi: in un’interazione
collettiva, gli attori non soltanto
partecipano a un obiettivo, un progetto
comune, condividono interessi e
motivazioni, cooperano al conseguimento
e alla realizzazione del lavoro,
ma soprattutto condividono il processo:
sono cioè compartecipi alla
produzione di ogni singola parte
del risultato finale.
Si
parla di collaborazione finalizzata
e di strumenti in grado di generare
situazioni in cui più soggetti
entrano in un rapporto di sostegno
e reciprocità. E oggi?
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